Tiamat: marzo 2006

Le giornate di un gatto domestico

giovedì, marzo 16, 2006

La Mia Giornata

La mia vita è diventata quasi tranquilla, non vi so raccontare niente di eccezionale. Quindi vi racconterò com'è la mia tipica giornata.
Ogni giorno mi sveglio verso le 7. Siccome dormo sul letto coi miei padroni, la prima cosa che faccio è svegliarli. Devo dire che ci riesco solo 5 giorni alla settimana, gli altri due loro non vogliono svegliarsi affatto. E' una stranezza che non mi so ancora spiegare. Dunque, mi avvicino a Daria, le do dei baci sulla faccia, la tocco delicatamente con la zampa e poi, siccome lei non vuole comunicare, comincio a giocare con le sue mani ed a saltare su di lei. Questo le piace ancora di meno...
Poi Antonio si alza e va in bagno, portandomi con lui, lasciando Daria a domire. In bagno ogni mattina mi diverto molto. Gioco con le gambe e le mani di Antonio, a volte cerco di seguirlo anche nella vasca, però di solito mi addormento sul cestino dei vestiti sporchi. Poi lui se ne va al lavoro ed io, dopo aver mangiato e giocato con me stesso, vado a provare a svegliare Daria, miagolando graffiando sotto la porta. Di solito lei non mi fa entrare; chissà se mi sente?!?!? Allora torno nella sala per un breve pisolino prima che lei si svegli.


Il momento del nostro incontro dopo la notte è una cosa meravigliosa. Ci baciamo, io faccio tante fusa e "pasta", dopodichè mi addormento sul letto esattamente sulla sua camicia da notte. Mi sveglio perché lei apre tutte le finestre. Vorrei tanto stare a guardare il mondo fuori, ma non mi è permesso... Questo mi fa arrabbiare molto e comincio a fare il pazzo. Salto, corro, mi nascondo, attacco, mordo , graffio. E poi mi addormento più a lungo, fino al buio. Prendo il sole sul divano.
Quando diventa buio, mi alzo, avendo già parecchia fame. Cerco di far capire a Daria che quando sono affamato sono pericoloso. Lei però di solito si occupa della preparazione del cibo che mangiano loro per la cena, e non mi guarda, anzi, mi chiude fuori dalla sala..
E va bè. Poi viene Antonio e mi fa sentire il suono magico: il rumore del mio piccolo piattino per la pappa! Corro in cucina e dopo qualche minuto mi godo la mia cenetta deliziosa in privato.
Dopo cena a volte gioco, a volte mi addormento fino alla notte. E' così quasi ogni giorno. E' così che mi piace vivere.
L'ultima cosa. Sapete che diceva Daria qualche giorno fa del libro che aveva letto? Quel libro si chiama "Memorie di un gatto" di Regina Henscheid. Diceva che il protagonista, il gatto Micio de Orsi, ha lo stesso stile di scrittura che ho io. M-m... Credete che sia possibile?.. Personalmente io non mi occuperò di provarlo, però voi se volete.... Poi mi dite che ne pensate!

mercoledì, marzo 01, 2006

A casa dei nonni

Domenica scorsa sono stato portato a casa dei genitori di Antonio, ossia dei miei nonni. Loro hanno una loro bestia domestica: un maltese, Flock.
All'inizio la mia gabbietta è stata posta sul tavolo, e Flock si è avvicinato per annusarmi. Ho fatto altrettanto, e l'ho anche soffiato un paio di volte a scanso degli eventuali equivoci, cioè per fargli capire subito che IO SONO IL CAPO, in qualsiasi momento, in qualsiasi posto ed in qualsiasi situazione.

Poi, appena aperta la gabbietta, mentre Flock non c'era, ho esaminato ogni raggiungibile angolo dell'appartamento. Quando Flock è tornato dal bagno, mi ero già abituato un po'. Lui mi seguiva dappertutto, proprio come il Piccolo Umano, e qualche volta ho dovuto dargliele. Poi ho scoperto che il vecchietto non era più in grado di saltare sulle sedie e sul divano, ed è cominciato un gioco davvero divertente: gli agguati dal divano!


Dopo un'ora e mezza mi sono stancato e sono andato a dormire sul divano. Presto anche Flock dormiva vicino a me, ed io non avevo obiezioni: siccome lui non mi disturbava, ho deciso di lasciarlo stare.